Green-tailing

 

aKite è un servizio software erogato da Cloud per la gestione dei Punti di Vendita che consente di utilizzare, sia in cassa che in “retrobottega”, dei PC standard particolarmente “leggeri” e soprattutto di eliminare i server sia nei negozi che al centro della catena, con una drastica riduzione di consumi di energia ed emissione di CO2.

aKite (un aquilone) è il filo più diretto con i negozi, poiché progettato per facilitare la condivisione di dati continuamente aggiornati sia all’interno che all’esterno della catena, partendo potenzialmente dai fornitori per arrivare fino ai clienti, dotati di PC, tablet o smartphone. Altri vantaggi di questo SaaS (da Software as a Service) sono, ad esempio, canoni tutto compreso proporzionali alle dimensioni della catena ed inoltre l’assenza di ogni complessità tecnica, permettendo ai retailers di concentrarsi sulla propria attività.

Si potrebbe però pensare che il consumo di energia in periferia e al centro della catena venga semplicemente spostato nel Cloud, dove lavorano i Retail Web Services, l’Hub intelligente di aKite, e che il pianeta non tragga alcun vantaggio in termini di CO2 prodotta. Invece il risparmio è reale e spesso superiore al 90% !

 

Prima del Cloud Computing

Numerose statistiche indicano che i server lavorano mediamente al 20% della loro capacità. In altre parole rimangono scarsamente o per niente utilizzati per la maggior parte del tempo, ma anche in questa condizione il consumo non scende mai sotto al 50% rispetto ai momenti di pieno utilizzo. Dovendo essere pronti a qualunque richiesta, i dischi devono continuare a girare e i processori essere alimentati. I server hanno quindi un consumo elevato anche quando vengono utilizzati poco o niente, situazione molto frequente.

Al centro della catena, la virtualizzazione (la compresenza di diverse macchine “virtuali” all’interno dello stesso server fisico) può mitigare il problema se i carichi di lavoro sono costantemente ben distribuiti. Nei negozi invece l’utilizzazione media dei server è ben inferiore al 20% perché il carico di lavoro è concentrato in poche ore del giorno e in qualche giorno della settimana, e nonostante ciò devono essere dimensionati in modo da sostenere i picchi che si verificano in alcuni periodi dell’anno. Solo la completa eliminazione dei server e lo spegnimento notturno delle postazioni di lavoro può portare a sensibili vantaggi energetici, ma spesso nelle soluzioni tradizionali ciò è impossibile per consentire gli aggiornamenti notturni.

 

Dopo il Cloud Computing di ultima generazione

I mega-datacenter di ultima generazione, come quelli creati da Microsoft, Amazon, Google e dagli altri grandi provider di Cloud Computing pubblico, sono progettati per la massima efficienza energetica, non solo per rispondere all’attuale coscienza ecologica, ma specialmente per ridurre i costi di gestione e fronteggiare così la reciproca concorrenza in modo sostenibile! L’energia è la maggior voce di costo e supera anche quelle di ammortamento degli impianti e del personale. Se nei tradizionali datacenter privati all’inizio si aggiungevano singoli server e poi rack (armadi pieni di server), ora Microsoft utilizza container pieni di server a basso consumo, cablati e dotati di condizionamento ad alta efficienza.

A parità di altre condizioni, il consumo di energia sul Cloud è quindi inferiore, ma un servizio software come aKite, progettato per sfruttare tutti i vantaggi di una moderna piattaforma (PaaS) che rappresenta l’evoluzione del Cloud Computing, fa un ulteriore salto in avanti, attivando in ogni momento solo le risorse necessarie per assicurare un servizio ottimale e rilasciandole quando non più necessarie, eliminando ogni spreco. In altre parole è in grado di sfruttare la “elasticità rapida”, una delle 5 caratteristiche essenziali del Cloud Computing: quella che lo differenzia maggiormente dall’hosting di software tradizionale. Il rilascio di risorse da parte di un utente le rende disponibili ad altri, magari in differenti fusi orari, e questa condivisione spinta è un ulteriore e fondamentale motivo di efficienza del vero Cloud Computing. Con la condivisione dinamica delle risorse, l’efficienza va oltre a quella energetica e si estende anche al tasso di utilizzazione degli impianti e quindi all’efficienza degli investimenti.

 

Conclusioni

Una completa analisi dell’impatto ambientale deve comprendere anche l’energia per produrre, trasportare, riparare e infine riciclare le apparecchiature divenute obsolete. In questo ambito, i container sono estremamente più efficienti dei singoli server o rack, non solo dal punto di vista del trasporto.

Inoltre spesso si dimentica il consumo di risorse ed energia legato allo scambio di informazioni attraverso Internet, normalmente ritenuto del tutto trascurabile, come accadeva per l’acqua o per l’energia diversi anni fa. Invece Internet è un’infrastruttura con investimenti e costi di esercizio proporzionali ai volumi di dati da scambiare, in modo simile a ferrovie ed autostrade.

aKite è stato progettato per utilizzare Internet nel modo più efficiente possibile, scambiando solo i dati strettamente necessari e condividendoli all’interno del Punto di Vendita in modalità paritetica (peer to peer), senza la presenza di un server o di una postazione master che avrebbe introdotto vulnerabilità. Questa ulteriore ottimizzazione consente prestazioni accettabili anche con collegamenti lenti e intermittenti.

Le architetture tradizionali sono piuttosto eterogenee e quindi il risparmio energetico varia da caso a caso, ma si può tranquillamente affermare che aKite rende le catene di negozi estremamente più rispettose dell’ambiente. La sua radicale innovazione rappresenta una discontinuità e un rilevante miglioramento anche rispetto all’hosting di software tradizionale su Cloud. Un risparmio energetico di un ordine di grandezza (10 volte) è facilmente ottenibile e rappresenta soltanto uno dei numerosi vantaggi rispetto agli attuali software per la gestione delle catene di negozi.